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Cicatrici al sole: consigli e buone pratiche

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L’arrivo dell’estate è causa di gioia e spensieratezza, ma pone anche una serie di dubbi riguardanti l’esposizione al sole.

Ognuno di noi, ormai, sa che si deve proteggere a seconda del proprio tipo di pelle e della sua capacità di sopportare gli effetti dei raggi UV. se hai voglia di approfondire, abbiamo parlato dell’argomento in questo nostro articolo.

Ci sono però, oltre ai problemi che riguardano ciascuno di noi, anche delle esigenze specifiche, in fatto di esposizione al sole.

Una di queste è data dalla domanda: come ci si comporta con le cicatrici al sole?

Non si tratta di un problema poco diffuso come si potrebbe credere, anche perché proprio d’estate, moltissime persone approfittano per sottoporsi a trattamenti estetici che, inevitabilmente, causano cicatrici. Ne parliamo proprio in questo articolo!

Ci sono cicatrici e cicatrici

La cicatrice, in generale, è una lesione cutanea che può essere dovuta a fattori anche molto diversi tra loro: operazioni chirurgiche, tagli, eventi traumatici, e molto altro.

La distinzione fondamentale, però, è tra i vari stadi in cui le cicatrici possono trovarsi. È questo l’elemento fondamentale che deve indurci a modificare di conseguenza il nostro atteggiamento durante l’esposizione al sole.

Quando una cicatrice è allo stadio iniziale, cioè quando si è appena formata sulla pelle, in genere, è rossa, o anche viola. 

Con il passare del tempo, di contro, la cicatrice si secca, e diventa gradualmente “bianca”.

Le cicatrici bianche sono meno vistose di quelle rosse o violacee e meno problematiche.

In via del tutto generale, però, le cicatrici non dovrebbero mai essere esposte al sole, se non utilizzando una protezione solare molto elevata ed evitando le ore della giornata in cui i raggi del sole sono più forti.

Con riferimento alla distinzione fatta in precedenza, inoltre, occorre tenere presente che le cicatrici rosse si trovano ancora nella cosiddetta fase di irritazione e che quindi hanno bisogno della massima attenzione, quando si tratta di esporsi al sole. Non proteggerle può peggiorare la situazione e inoltre allungare i tempi perché diventino bianche e filiformi, quindi meno visibili.

In nessun caso, si possono fare errori o peccare di trascuratezza.  

Lo stesso discorso vale per i lividi e le ecchimosi: neanche questi dovrebbero essere esposti con leggerezza al sole.

Naturalmente, alcune zone risultano più facili da proteggere e altre, invece, sono più estese o si trovano in punti più difficili da tenere sotto controllo.

In nessun caso, però, deve mancare la giusta attenzione.

Proteggere e rigenerare

Quando si parla di cicatrici al sole, le due parole d’ordine sono, senza alcun dubbio: proteggere e rigenerare.

Il primo obiettivo si può raggiungere per mezzo di una buona crema (o di un unguento) iperprotettivo, da stendere unicamente sulla cicatrice e sulla zona circostante, più volte al giorno. Per il resto del corpo, poi, si può procedere con la normale protezione.

Dopo l’esposizione al sole e la doccia, poi, oltre ad idratare, si può utilizzare un olio rigenerante specifico per la sola zona della cicatrice. In commercio, esistono molti prodotti specifici che possono rispondere perfettamente a questa esigenza.

Per il resto del corpo, si può procedere con l’idratazione abituale.

La differenza di abbronzatura si noterà?

La risposta, purtroppo, è sì. Ma occorre tener presente che il risultato sarà molto più piacevole che nel caso in cui ci comportassimo come se la cicatrice non esistesse.

D’altro canto, così protette, le nostre cicatrici guariranno più in fretta e affronteranno il processo naturale di superamento della fase di irritazione.

Senza dimenticare che lividi e cicatrici possono rimanere indelebili sulla pelle e diventare vere e proprie macchie cutanee, se i raggi del sole li colpiscono indisturbati, ovvero, senza protezione. 

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