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Gucci: l’eredità della Dolce Vita in un marchio

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Era il 1921, quando Guccio Gucci, a Firenze, fondò la casa di articoli di lusso che portava il suo nome.

D’altro canto, non si trattava di una scelta casuale o improvvisata. Guccio si era infatti formato nel settore dello stile e della classe durante il periodo trascorso all’estero, dopo che, in rotta con suo padre, aveva lasciato Firenze per cercare fortuna ed esperienze in giro per l’Europa.

Prima a Parigi e poi a Londra, il giovane Gucci era entrato in contatto con i membri dell’aristocrazia e dell’alta borghesia europee facendo il facchino d’hotel al Savoy.

Soprattutto i bagagli di alta classe lo avevano affascinato in quel periodo della sua gioventù: le valigie, le sacche da viaggio, i bauli armadio, le borse, che vedeva tra le mani delle persone più altolocate d’Europa.

Ma il suo viaggio nel mondo della classe continuò anche nella madrepatria. All’inizio del XX secolo, infatti, Guccio Gucci tornò a Firenze, si sposò e lavorò per diversi anni per la Compagnie Internationale des wagon-Lits e poi, a Milano, per la pelletteria Butto e per il negozio di pelletteria Franzi, di cui divenne direttore.

La nostalgia di Firenze, però, lo riportò in Toscana, dove, dicevamo, nel 1921, egli aprì il suo primo negozio, l’azienda individuale Guccio Gucci.

Era l’inizio di una storia di successo che dura tutt’oggi e che è diventata il simbolo stesso della classe e del gusto italiani.

Le tappe fondamentali del successo di Gucci nel mondo

Poco tempo dopo l’apertura della bottega di Firenze, Gucci arrivò ad assumere fino a sessanta artigiani.

Nel 1925, una rivoluzionaria sacca da viaggio decretò il successo definitivo del marchio.

Neppure l’era fascista, caratterizzata da una grande scarsità di materiali, rappresentò un vero problema, fu anzi uno sprone a sperimentare nuovi materiali: la iuta, la canapa e il lino fecero la loro comparsa nell’assortimento.

Nel 1938, fu aperto il negozio di Via Condotti a Roma e moglie e figlio di Gucci furono coinvolti nell’impresa di famiglia.

Subito dopo il secondo conflitto mondiale, le redini dell’azienda passarono ai tre figli di Guccio.

Nel 1947 fu lanciata la famosissima ed iconica bamboo bag e nel 1952 il mocassino. Nel 1953, un anno dopo la morte di Guccio, fu aperto il primo negozio a New York.

In seguito, gli anni Sessanta si sarebbero rivelati l’epoca d’oro del marchio. Le celebrità di tutto il mondo facevano a gara per indossare gli accessori di Gucci (famosissimo il foulard creato appositamente per Grace Kelly), mentre il marchio diventava decisamente globale, con aperture di negozi in quasi ogni continente.

Insomma: Gucci era ormai diventato sinonimo di Made in Italy e di Dolce vita.

Gli anni successivi vedranno diverse vicende susseguirsi all’ombra del marchio di Gucci: dalle faide famigliari ai cambi di stile, dall’era del porno chic alle rivisitazioni sensuali, fino all’acquisto del marchio da parte della Pinault-Printemps-Redoute, oggi Kering.

Una cosa è certa, però: Gucci è e sarà ancora a lungo sinonimo di classe italiana e di accuratezza di stampo artigiano.

La linea beauty di Gucci

Da diverso tempo, ormai, Gucci non è solo abbigliamento ed accessori, orologi e collaborazioni d’eccellenza, ma anche bellezza, con prodotti per la cosmesi e il make-up, e profumi.

Si tratta di prodotti che oltre ad essere accurati nella composizione e nella scelta degli ingredienti sono rappresentativi dello stile del marchio, presentando l’immagine di una donna (e di un uomo!) raffinata, sensuale e sicura di sé.

Anche le confezioni parlano del gusto e della classe che da sempre caratterizzano Gucci, fin dai suoi esordi all’inizio del secolo scorso, quando un uomo, in preda alla nostalgia per la sua Toscana, vi fece ritorno per aprire il primo di una lunga serie di negozi esclusivi!

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